Seconda parte della guida su come organizzare un concerto live che spacca

Come organizzare un buon live dalla A alla Z per riuscire a “spaccare” sul palco senza incappare in scoccianti imprevisti (parte 2)

Nella prima parte di questa guida su come organizzare un buon live ti ho spiegato come trovare una location e in base ad essa e al pubblico che avrai di fronte come gestire la tua formazione, la tua attrezzatura e la tua scaletta. Sei pronto a scoprire degli altri consigli utili a farti dominare il magico mondo dei live? Allora mettiti comodo, prendi appunti e leggi qui!

Ora sei quasi pronto: hai avuto consigli dagli amici, hai capito che attrezzatura ti servirà e addirittura hai creato diverse scalette e formazioni in base allo spazio e al pubblico. Forse però hai ancora qualche dubbio e ti chiederai:

“Come posso fare non solo ad organizzare un live che funziona, ma a creare un vero e proprio spettacolo che rimanga impresso nella mente delle persone che ho davanti?”.

Continua a leggere e te lo spiegherò!

Scaletta (parte 2)

Lo so lo so, ti ho già parlato della scaletta nel precedente articolo, ma per piacere veramente al pubblico (e ovviamente anche al gestore del locale che potrebbe richiamarti e darti altre opportunità di esibirti e di guadagnare dalla tua musica) è necessario che tu riesca a “trascinare” le persone esattamente dove vuoi tu.

Mi spiego meglio: devi immaginare il pubblico come una persona appena conosciuta. È raro che fin dai primi istanti si entri subito in confidenza, ci si avvicini e ci si metta a parlare della propria vita apertamente. Di solito c’è sempre una prima fase in cui ci si “studia” a vicenda, in cui si creano le cosiddette “prime impressioni”. La conversazione sarà più impersonale e i toni “pacamente amichevoli”.

Quando stai cantando questa fase deve durare il meno possibile: il tuo obiettivo è quello di toccare con l’emozione gli animi delle persone e far si che anche se stanno facendo dell’altro si accorgano di te. Devi essere una calamita per la loro attenzione senza strafare.

Concerto Live: come organizzarlo e spaccare?

Un segnale utile è quello di guardare per esempio se qualcuno si ferma al di fuori dal locale mentre sta passeggiando o se qualcuno smette di parlare per ascoltarti. Puoi scegliere (sempre in base al tipo di pubblico e di location) se partire fin da subito con pezzi molto conosciuti o movimentati che spingono le persone a cantare con te e a muoversi o se portare il pubblico pian piano a questo punto partendo da brani più lenti ed emotivi.

L’importante però è che tu abbia ben chiaro in mente il percorso di emozioni che vuoi far fare al tuo pubblico gestendo la scaletta in maniera adeguata e che tu sia pronto a modificarla in itinere: se per esempio percepisci che la gente vuole ballare fin da subito salta i pezzi lenti e non diminuire mai drasticamente la velocità delle canzoni!

In generale la regola è quella di partire da pezzi lenti, alzare pian piano i bpm, arrivare al culmine e poi scendere per il finale, ma dovrai sempre interpretare i segnali che la tua audience ti manderà per aggiustare la successione dei tuoi brani. Parti deciso e sicuro di te anche se il pubblico ti sembra freddo! Se ci metti energia essa tornerà indietro a suon di complimenti e applausi! Questo è assicurato.

“Tieni bene a mente: il pubblico è uno specchio, restituisce ciò che tu gli dai”.
– Jessica Passilongo, in arte Normal

Dress code

Una cosa spesso sottovalutata è il look e in generale come ci si deve presentare sul palco: anche qui in base alle situazioni dovrai scegliere dei vestiti che si abbinino al tipo di scaletta che hai scelto, al tipo di pubblico e alla location.

Se sei solo/a sul palco potrai scegliere dei vestiti colorati, più o meno eleganti in base al contesto, mentre in gruppo è sempre bene accordarsi per non creare mappazzoni di colori che manco nei peggiori quadri nelle case delle nonne…

Facciamo un esperimento: riempi la frase con il primo verbo che ti viene in mente. “Sono andato…….. il concerto di Post Malone”. Hai detto “vedere”? Eh già….le persone non “ascoltano” i concerti, li vedono! Devi essere consapevole che ancor prima di ascoltarti la gente ti vedrà: osserverà come ti muovi, cosa trasmetti col tuo corpo e a colpo d’occhio capirà dal tuo look la tua personalità e il tipo di musica che ascolterà quella sera.

Pre-vedi il contesto, visualizzalo proprio nella tua mente e scegli il tuo abbigliamento di conseguenza.

Il cachet

Eccoci, è arrivata la parte spinosa di questo articolo. Il cachet, i soldi, il vile denaro. Se sei alle prime armi sei liberissimo di accontentarti di una cena offerta ma valuta sempre bene pro e contro.

I professionisti si distinguono dai non professionisti dal fatto che per i primi è lavoro mentre per i secondi è divertimento e passatempo.

Nel mondo della musica c’è certamente spazio per entrambe le categorie ma devi essere consapevole delle tue capacità e dei tuoi obiettivi. Tu stai offrendo un servizio per cui ti sei preparato a lungo, per cui hai magari anche studiato diversi anni perciò non dimenticarti mai di dare il giusto valore a ciò che fai: non accettare proposte che ti sembrano svilenti.

Puoi anche accettare di suonare gratis ma ci deve essere un altro tipo di ritorno, come per esempio quello d’immagine. Spesso purtroppo i gestori di alcuni locali non sono esperti di musica e misurano più che le capacità artistiche dei gruppi che assoldano, le loro conoscenze (“Quanta gente porti?”) e il cachet richiesto.

Valuta sempre bene, consapevole delle tue capacità, del tempo speso, dei tuoi obiettivi e del mondo in cui ti stai inserendo e soprattutto non sprecare occasioni ma non svenderti nemmeno!

Buon live!

Ora che sai come destreggiarti nel mondo dei live, non resta che passare dalla teoria alla pratica! Come sempre ricorda che la musica è allegria, è sentimento, ed è questo lo scopo dell’artista: trasmettere emozioni. E alla fine è proprio questo che distinguerà un live di successo da uno mediocre. Che la musica sia con te, da me e da MRadio!

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